Avrai sicuramente sentito parlare del punto G come di un pulsante segreto che, una volta trovato, cambia tutto. Probabilmente ti sarai anche chiesta perché tu non riesci proprio a percepirlo, o se quello che senti in quella zona sia davvero "la cosa" di cui parlano tutti. La buona notizia è che il problema non sei tu. Il problema è che quasi tutto ciò che si è diffuso sul punto G mescola intuizione, marketing degli anni Ottanta e pochissima anatomia reale. Mettiamo ordine.

Cos'è davvero il punto G (e cosa non è)

Il termine "punto G" fu coniato negli anni Ottanta da un gruppo di sessuologi statunitensi, in onore del ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg, che decenni prima aveva descritto una zona sensibile sulla parete anteriore della vagina. Da allora, la cultura popolare ne ha fatto un punto esatto, quasi un pulsante, con una posizione fissa e universale.

La sessuologia attuale lo spiega diversamente. La revisione di riferimento pubblicata su Nature Reviews Urology lo descrive come parte di un insieme di strutture interconnesse: il complesso clitorideo-uretro-vaginale, noto come complesso CUV. In altre parole, la radice interna del clitoride, l'uretra e la parete vaginale sono così vicine, e così collegate a livello nervoso, che la sensibilità di questa zona dipende da come interagiscono tra loro, non da un organo isolato nascosto a un paio di centimetri dall'ingresso.

Questo non significa che questa zona non esista o che non possa essere intensamente piacevole. Significa che parlare di "un punto" è, nella migliore delle ipotesi, una semplificazione eccessiva.

I miti più comuni sul punto G

Mito 1: tutte le donne ce l'hanno ed è facile da trovare

Una revisione di oltre trenta studi, condotta da équipe di ospedali portoghesi e italiani, ha concluso che le prove anatomiche a favore di una struttura distinta sono "scarse, incoerenti e deboli", e che né la sua posizione né le sue dimensioni sono state determinate in modo coerente tra i vari studi. In alcuni lavori veniva identificato nella quasi totalità delle partecipanti, in altri in nessuna. Non è che tu faccia più fatica di altre a trovarlo: è che la scienza stessa non è d'accordo su cosa cercare esattamente.

Mito 2: se non senti nulla di speciale lì, qualcosa non va in te

Uno studio dell'Università di Yale ha descritto come "non conclusive" le biopsie effettuate sul presunto tessuto del punto G, e ha ipotizzato che possa trattarsi semplicemente di un'estensione interna del clitoride più che di una struttura a sé. Una ricerca del King's College di Londra, su oltre 1.800 donne comprese diverse coppie di gemelle identiche, ha mostrato che percepire o meno un punto G è in gran parte soggettivo: gemelle con lo stesso patrimonio genetico non erano sempre d'accordo su averlo o meno. Non percepire un punto preciso non dice nulla sul tuo corpo né sulla tua capacità di provare piacere. Dice solo che la sensibilità interna varia moltissimo da persona a persona, anche tra persone geneticamente identiche.

Mito 3: il punto G e il clitoride sono due cose completamente diverse

È probabilmente il mito più diffuso, e quello che genera più frustrazione. In realtà, il clitoride non è solo la parte visibile: possiede una radice interna decisamente più grande, con migliaia di terminazioni nervose, che avvolge buona parte del canale vaginale. Diverse fonti mediche concordano sul fatto che circa il 70-80% delle persone con vulva ha bisogno di una stimolazione diretta del clitoride per raggiungere l'orgasmo, e solo una minoranza ci riesce con la sola penetrazione. Se la stimolazione interna ti dà piacere, molto probabilmente stai attivando proprio quella rete, non un secondo organo indipendente.

Mito 4: si può stimolare solo con la penetrazione

La parete anteriore della vagina risponde soprattutto a una pressione costante e allo sfregamento contro la parete frontale, non solo al movimento di entrata e uscita, e dipende più dalla curva e dall'angolazione che dalla profondità. Per questo molti design pensati appositamente per questa zona privilegiano la forma curva e il punto di appoggio rispetto alle dimensioni.

Mito 5: esiste una tecnica o una posizione unica che funziona per tutte

Dato che nemmeno la scienza riesce a definire una posizione universale, ha poco senso aspettarsi che un'unica posizione o un unico ritmo funzioni allo stesso modo per tutte. Ciò che aiuta davvero è esplorare senza fretta, prestando attenzione a ciò che in quel momento ti fa davvero stare bene, invece di rincorrere una sensazione che hai letto che "dovresti" provare.

Cosa dice la scienza, in sintesi

Nessuno studio è riuscito a dimostrare in modo coerente l'esistenza di una struttura anatomica distinta, con posizione e dimensioni fisse, corrispondente alla descrizione popolare del punto G. Ciò che è invece ben documentato è che la parete anteriore della vagina, per la sua vicinanza alla radice interna del clitoride e all'uretra, può essere una zona molto sensibile per molte persone, e che questa sensibilità varia da persona a persona e persino da un momento all'altro. Considerarla come una zona interconnessa, e non come un pulsante isolato, è la lettura oggi più supportata dalle evidenze disponibili.

Come esplorare questa zona senza fissarti su "trovare il punto"

L'obiettivo non dovrebbe essere andare a caccia di un punto esatto, ma conoscere meglio il tuo corpo e ciò che ti fa stare davvero bene, senza pressione né cronometro.

Qualche idea pratica

Comincia con calma: l'esplorazione funziona meglio senza fretta e senza aspettative di un risultato immediato. Combina stimolazione esterna e interna invece di trattarle come alternative, perché, come abbiamo visto, sono più collegate di quanto sembri. Usa sempre un lubrificante compatibile con il materiale del tuo sextoy per ridurre l'attrito e aumentare il comfort, e regola posizione e angolazione poco alla volta finché non trovi ciò che funziona per te, che non deve necessariamente coincidere con ciò che funziona per qualcun'altra.

Se vuoi affidarti a un design pensato specificamente per questa zona, nella nostra collezione di vibratori per il punto G trovi modelli con curve, potenze e funzioni diverse, alcuni con controllo da smartphone, così il partner può partecipare se lo desiderate. Uno dei modelli più cercati proprio per questo obiettivo è Neya, un vibratore dal corpo curvo pensato per seguire l'anatomia interna e mantenere una pressione costante su questa zona, con controllo tramite app incluso.

E se cerchi semplicemente di dedicarti del tempo e conoscerti meglio senza alcun obiettivo specifico, nel nostro articolo dedicato alla cura intima di sé trovi spunti per avvicinarti a questa esplorazione con molta più dolcezza verso te stessa.

Domande frequenti sul punto G

Il punto G esiste davvero?

Non come struttura anatomica isolata e universale. Le evidenze scientifiche attuali suggeriscono che la sensibilità di questa zona dipenda dalla vicinanza tra clitoride, uretra e parete vaginale, non da un organo indipendente.

È la stessa cosa del clitoride?

Non esattamente, ma i due sono molto più collegati di quanto solitamente si spieghi. La radice interna del clitoride si estende verso questa zona, quindi buona parte della sensibilità attribuita al punto G può dipendere proprio da quella rete nervosa.

Perché io non lo sento e altre persone dicono di sì?

Perché la sensibilità varia moltissimo da persona a persona, e dipende anche dal momento, dal livello di eccitazione precedente e dal tipo di stimolazione. Non percepire qualcosa di specifico non è un segnale che il tuo corpo abbia qualche problema.

Che tipo di sextoy aiuta di più a esplorare questa zona?

I design curvi, pensati per mantenere una pressione costante contro la parete anteriore della vagina invece di concentrarsi solo sulla profondità, di solito facilitano l'esplorazione. Puoi confrontare diverse opzioni nella nostra collezione dedicata a questa zona.

La conclusione che conta davvero

Il punto G non è un pulsante segreto né la prova che il tuo corpo funzioni "bene" o "male". È una zona sensibile, collegata al resto della tua anatomia, che risponde in modo diverso in ogni persona. Lasciare andare la pressione di trovare qualcosa di preciso e sostituirla con una curiosità tranquilla è di solito il cambiamento che porta più piacere. Se vuoi un aiuto pensato appositamente per questa esplorazione, ora sai dove guardare.

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